Krisma: Due uomini e un cane nel futuro (unknown magazine - 1983)*
Maurizio e Christina, con l’uscita del nuovo album intitolato
“Nothing To Do With The Dog”, continuano nella costruzione dl
una immagine futuribile dove il gioco è alla base dl ogni
espressione
Milano. Ci siamo dati appuntamento al Vuzak, mecca milanese dei
video musicali, sicuramente il luogo ideale per entrare in sintonia
con i Krisma, con il loro mondo, le loro atmosfere. Improvvisamente
parte una sequenza-video, i teleschermi si accendono e immagini che
rammentano, sia per tecnica cinematografica che per ritmo, flash
pubblicitari, scorrono davanti ai nostri occhi. È l’ultimo video
dei Krisma. Il volto di Christina e Maurizio si alternano a
quello
di Stalin, a immagini di repertorio.
La musica pare di riconoscerla. È un vecchio motivo trasformato da
un rielaborazione elettronica. Infatti sono le note di “l’m not
in love”, il celebre brano dei 1OCC. Le armonie sono adagiate su
frequenze ripetute, Maurizio, di fianco a me mima con le mani i
suoni dello strumento-giocattolo Casio, Christina canta, sottolinea,
sempre a flash, le frasi musicali: ancora una volta viaggiamo sulle
onde del futuro, sui nuovi linguaggi sonori e visivi.
Maurizio, da quale spunto è nata l’idea di un video
così pieno di contrasti?
Il video è stato girato a New York e forse la presenza di queste
immagini di Stalin possono rappresentare l’unica provocazione. D’altronde
non volevamo mostrare la gomma del ponte...
Perché hai scelto di inserire una canzone come “l’m
not in love”?
Mi è ritornato in mente e ho trovato molto divertente trasformarlo.
È la prima volta che inseriamo un pezzo non nostro in un album. È
una ricomposizione di emozioni.
Questo album, che in Italia porta il titolo di “Nothing
to do with the dog”, è stato pubblicato anche in America con un
altro titolo...
Si chiama “Fido” negli Stati Uniti. Doveva essere lo stesso
titolo anche in Italia ma qualche brillante discografico ha pensato
di cambiare titolo. Le canzoni contenute sono le stesse per tutti i
mercati.
Che pubblico avete in America?
È la gente che segue la new wave e che secondo il nostro parere è
rimasta molto indietro rispetto alle proposte inglesi ad esempio.
Comunque abbiamo un buon seguito e il nostro ultimo video viene
trasmesso ogni giorno alla MTV.
Maurizio, quanto ti sei divertito con il nuovo Casio?
Ho sgobbato molto in realtà. Il desiderio era quello di ottenere un
suono da video-giochi e non è stata un’operazione facile perchè
ho dovuto dividere le funzioni della macchina fino ad occupare 24
piste.
Quanto c’e di soul, di calore in questi progetti?
C’è tutta la nostra convinzione, la determinazione e noi stessi
che viviamo completamente ogni nuova esperienza.
Non vi sentite un po’ staccati da quelle che sono le
realtà musicali soprattutto italiane?
Con un po’ di presunzione potremmo dire che sono gli altri che
sono fuori sintonia con noi.
Qual è il vostro rapporto con futuro e passato?
lo credo che il passato sia stato abbastanza negativo e la storia di
ieri ma anche le vicende contemporanee ce lo dimostrano. Pensiamo
che il futuro possa offrire qualcosa di maggiormente positivo. La
paura del domani non ci appartiene perché stiamo già cercando di
mediare la nostra realtà con il futuro.
Che tipo di convivenza avete instaurato con le macchine?
Come con le piante. Bisogna avere il pollice verde. Per esempio
quando si possiede un vecchio computer e si chiede a questa macchina
qualcosa di impegnativo e quest’ultima, appartenendo ad un’altra
generazione non può rispondere, senti il sudore, lo sforzo, riesce
a farti tenerezza.
Qual è il Paese che più v’interessa in questo
momento?
L’Australia. Siamo convinti che lì nasceranno molte cose nuove.
Christina, tu scrivi la maggior parte dei testi delle
vostre canzoni. Quali sono le sensazioni, le immagini che cerchi di
descrivere?
Ti posso citare quale esempio alcune frasi contenute in 'Nothing to
do with the dog':
"... la vita di un pappagallo è più lunga di tre vite
umane/... e i pappagalli di ogni età adorano essere imitati/...
solo i
giovani pappagalli possono imparare una nuova lingua/...
perché i vecchi pappagalli sono troppo attratti dal tragico/... e
se un pappagallo cresce in una fattoria ed impara ad abbaiare quando
morsica non ha niente a che vedere con il cane”.
Le nostre canzoni sono costituite da flash, da immagini, le parole
hanno un nuovo senso che è quello visivo e sonoro. Si tratta di una
sonorità europea, non americana.
Avete in mente qualche nuovo giochino elettronico?
Per ora stiamo pensando a nuove canzoni. Poi a seconda dello
sviluppo di queste ultime si potrà studiare qualche altro
game.
Come nascono le idee per la vostra musica?
È una costruzione artigianale perché partendo da un motivo, da un’idea
di suono costruiamo la macchina, oppure modelliamo uno strumento
adatto affinché si giunga al risultato che ci siamo proposti.
Maurizio, tu ti aggiorni continuamente sulle nuove
tecnologie?
Certamente. Ad esempio il Casio con il quale ho registrato
totalmente l’ultimo album I’ho ricevuto senza uno schema perché
ancora non esisteva. Quindi prima di utilizzarlo ho dovuto studiare
l’apparecchio.
Per il nuovo album che state progettando, pensando,
inserirete qualche canzone già nota come nel caso di ‘I’m not
in love’, qualche flash-back?
Abbiamo voglia di registrare una bella canzone d’amore e
probabilmente possiederà le stesse atmosfere, la medesima
suggestione di ‘I’m not in love’.
Il vostro modo di curare l’estetica, sia musicale che d’immagine,
non vi ha mai spinto ad intervenire nella pubblicità?
Maurizio - Dal punto di vista sonoro credo che potrebbe essere uno
dei progetti che più m’interessano perché amo manipolare le
macchine, far coincidere i tempi e sintetizzare atmosfere.
Christina - Sinora ho utilizzato la mia immagine esclusivamente per
la nostra musica, per i video e le copertine. Ci deve essere
qualcosa d’altro oltre l’immagine che riesca a colpirmi ed
entusiasmarmi.
Qual è lo studio di registrazione ideale per la vostra
musica visto che ‘Nothing to do with the dog’ è stato
registrato a New York?
Per quanto ci riguarda non c’e un posto migliore dell’altro. Il
sistema migliore, almeno per noi che non abbiamo bisogno di
musicisti, è quello di registrare in casa propria, come dicevamo
prima, un po’ in contrasto con la nostra immagine, in maniera
artigianale.
Dove vivete?
Dove ci capita.
La prossima fermata?
Prima l’Australia, in seguito un tour americano.
Elia Perboni
*Thanks to Fabio di Ranno
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