Krisma: Italo Disco (Alias - Il Manifesto - 2007)
From full article by Jessy Dainese published on June 2, 2007
(...) Già un paio d’anni prima d’Iconoclash, i
Subsonica avevano
collaborato con due icone dell’Italo/ New Wave, i Krisma, nel brano
Nuova Ossessione.
I Krisma (originariamente Chrisma, dai nomi dei
due componenti del gruppo, Christina Moser e Maurizio Arcieri)
nascono in piena epoca punk (allora erano di stanza a Londra), e ne
adottano look, suoni e soprattutto atteggiamenti.
Poi agli albori degli anni ’80 ritornano in Italia e nel terzo
album, Cathode Mamma, virano verso un electro-pop accattivante che
non mancherà di catapultarli verso il successo. Il loro incantevole
singolo Many Kisses sarà infatti uno dei tormentoni dell'estate 1980
e scalerà le chart di mezza Europa.
Oggi i Krisma sono in tour con
gli amici Alberto Camerini, Righeira, e Ivan Cattaneo e stanno per
pubblicare un nuovo bellissimo singolo,
Isola, mixato da
Franco
Battiato. I Krisma sono stati senza dubbio una band anomala nella
scena italiana, per molti versi dei pionieri e quindi spesso
fraintesi. Gli articoli scritti su di loro dalle riviste mainstream
all’epoca, riletti oggi fanno sorridere.
Ricorda Christina: “Hai proprio ragione. Mi ricordo le
interviste. Da latte alle ginocchia. Come scusante, adesso, c’era la
non conoscenza delle possibilità dell’elettronica, allora agli
albori. Noi abitavamo a Londra ed eravamo avanzati nella ricerca
dell’elettronica applicata alla musica, in Italia non se ne sapeva
nulla di nulla”. I media italiani spesso poi non afferravano la
forte vena ironica che caratterizzava molti artisti dell’epoca.
Maurizio concorda: “L’ironia non è mai stato un progetto culturale
italiano”. Anche se il nome dei Krisma viene a volte citato tra gli
artisti Italo Disco (forse “per colpa” d’apparizioni televisive in
compagnia di personaggi di quella scena), giustamente il duo non ci
sta ad essere buttato nella stessa pentola dei vari Den Harrow,
Sandy Marton, Sabrina (l’Italo più tamarra insomma).
Afferma Maurizio: “Noi siamo sempre stati contro con un po’ di
schifo, non abbiamo mai avuto a che fare con quel genere, anzi lo
trovavamo allora ed ancora oggi offensivo. La nostra musica, le
nostre facce erano e sono tuttora interessanti, non certo quelle
della Italo Disco con la quale non avevamo nulla da spartire”. “Den
Harrow e Sandy Marton? Nothing to spare. Please…” sbotta Chris,
“Devi ricordarti che non essendoci ancora la proliferazione
televisiva libera o si andava a quelle manifestazioni o ciccia.
Abbiamo però rifiutato Sanremo con Lola. Non so, adesso, se abbiamo
fatto bene o male. In quel momento ci sembrava così prezioso il
nostro lavoro che non abbiamo voluto tuffarci nella pentolaccia.
Non
ce ne frega un cazzo di niente delle etichette, comunque”.
I newyorkesi
Hong
Kong Counterfeit, duo electro formato da John Langdon e la
moglie Katya Casio, sono appassionati tanto d’Italo Disco che di New
Wave. Hanno realizzato per la Memory Boy Records una cover di
Plastic Doll dei Dharma, e per la fiorentina
S.H.A.D.O. una versione
di Cathode Mamma dei Krisma.
Christina: “I nuovi musicisti ci
scopiazzano, anzi per usare un neologismo forse brutto, sampelando
prendono proprio gli stessi suoni. Questo potrebbe passare, ma mi
sono impressionata quando gli Hong Kong Counterfeit rifacendo
Cathode Mamma, nostro brano, hanno preso anche la
copertina...identica. Troppo (the cover is inspired also
from Clandestine
Anticipation. M.). L’influenza sulle nuove generazioni è
ovvia. I primi possono solo essere copiati da coloro che seguono”.
Jessica Dainese
|