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Chrisma - "Il Punk La Scintilla..." - (Nuovo Sound - 1978)

Denuncia. Accuso i Chrisma di avermi sequestrato per quasi quattro ore in un minuscolo ufficio della Phonogram. Li accuso di aver cercato di assordarmi propinandomi per tutto il tempo l'ascolto a volume spaccatimpani di una gracchiante registrazione

Li accuso ancora di avermi logorroicamente urlato per ore l'idea di punk che loro si sono fatti. Testimonianza d'accusa. Sono entrato allegramente nelle sede della casa discografica verso le 16, Nuovo Sound magazine coveraccolto dai due che mi hanno immediatamente condotto e rinchiuso in un minuscolo bugigattolo (adibito a ufficio di Nico Papathanassiou) e che hanno cominciato a parlare senza freni né barriere...

"Erano otto anni che non componevo: dopo lo scioglimento dei New Dada, che sono stati uno dei primissimi complessi beat, e ricorda che i capelloni di allora erano la premonizione speculare dei punkies di oggi, ho quasi sempre eseguito e cantato brani altrui..."

Lui è Maurizio Arcieri, ex leader del complesso di cui sopra, poi cantante solista col nome di battesimo. Lei, che parla generalmente per chiarire le idee di lui o per suggerirgli concetti da sviluppare è sua moglie Christina, molto bella debbo aggiungere.

"Il punk è stata la scintilla che mi ha fatto comporre pezzi nuovi, una spinta che mi ha preso bene, che sento di dover accettare e privilegiare, anche se può darsi che pure senza di essa fosse giunto per me il momento di fare musica"

Dopo circa 30 minuti racchiusi in queste dichiarazioni, diluite dalla storia di Maurizio (con "Cinque Minuti E Poi...", "L'Amore E' Blu", e l'LP quasi artigianale su 4 piste, Trasparenze) e dei Chrisma (con "U" e il cosiddetto sexy-sound da discoteca), da vino rosso e cappuccini, hanno introdotto in un impianto stereo di pessima qualità una cassetta ricavata da una disgraziata lacca di prova. La cella del sequestro, se così posso dire, è stata subitaneamente invasa dai suoni a volume stratosferico, galattico, del nuovo lavoro della Chrisma - Il Punk  La Scintillacoppia, "Chinese Restaurant".

"Siamo a Canton nel 1926. Mentre in Europa le avanguardie culturali porteranno al Nazismo, qui le avanguardie rivoluzionarie ispireranno il Maoismo. Da dietro i vetri di un ristorante un europeo guarda il dipanarsi degli eventi. Eventi che sono di allora, ma anche e soprattutto di oggi".

Le note di strumenti elettronici su ritmi allucinanti e oppressivi con la voce trattata dal sintetizzatore, suoni allungati, onirici, votivi, la chitarra stravolta a rincorrere l'ordinata "confusione" dei moog sono il succo ricco ed acre di "Thank You" e "Black Silk Stocking".

"Il punk è l'unico fermento nuovo della musica d'oggi, ha ispirato un nuovo stile compositivo che tende a concludere le sonorità in modi minori e non più maggiori. Comunque credo che avrà un suo sviluppo soltanto se se ne impossesseranno dei talenti. Solo il talento dei singoli potrà far toccare al punk, come ad ogni altra cosa del resto, i vertici d'arte che l'idea possiede".

Così urlava Maurizio nel mio orecchio destro, mentre il timpano del sinistro era squassato dal volume di una canzone come "Lola" bellissima, martirizzata e ricostruita sul picchiare della batteria di Gianni dall'Aglio, sui violini "sintetici" e sul duetto piano-chitarra. Oppure del rock del 2000 "C Rock", ripetitivamente basato su un solo accordo, ma ripieno di ricche variazioni chitarristiche, energiche come scariche elettriche e del cupo paranoico rimbombare del basso.

"L'uso dell'inglese in questo contesto era necessario, noi crediamo poi che i riferimenti musicali si debbano vedere in un panorama europeo, non solo italiano. Chrisma - Il Punk  La ScintillaL'idea di europa dev'essere acquisita, dal Parlamento internazionale ai prodotti discografici, superando il chiuso provincialismo."

Il registratore, imperterrito, suonava a circa 200 decibel la morrisoniana "What For", l'unico brano in cui la voce ha un posto predominante, violenta e aperta, "Vander Lust", un punk europeo con un'iterazione fra due voci sul sound sporco sdrucito e trasandato "comme il faut", a raccogliere la voglia di andare via, sempre, e "Lycee", quasi chiesastica, con uno sfondo da commemorazione funebre di soundtrack in cui si inseriscono i ricami di violino, fiati e percussioni a disegnare la contemporaneità della morte che incombe e domina e la piccola volontà dell'uomo di cambiare lottando , di fare la rivoluzione adesso.

"Il pericolo immediato del punk è la sua strumentalizzazione. A me stanno bene l'ambiguità e la controversia, l'impossibilità di essere capito dalle fonti d'informazione tradizionali, l'antiintegralismo e la situazione metropolitana. Però stiamo attenti perché i fascisti sono i teddy boys che accoltellano i punkies e non viceversa."

La cassetta finisce con "Mandoya", un felicissimo gioco fra percussioni ed elettroniche, fra calambour e dadaismo, riportato alla realtà da un basso ossessivo e maledetto, e con la ripresa di "Thank You", ringraziamento a chi ha influenzato i Chrisma, da Lonnie Donegan a Jim Morrison, da Louis Armstrong a Mick Jagger a tantissimi altri.

"I testi sono stati scritti da Julie Scott su idee nostre. Hanno suonato con noi Nico Papathanassiou alle tastiere ed Ezio Vevey alle chitarre. I missaggi e le sovrapposizioni sono stati effettuati a Londra nello studio Nemo di Vangelis, il celebre fratello di Nico."

Erano le 18 e volevo uscire, prendere aria, rilassare le orecchie, ma i due mi hanno costretto a risentire questo e quello, mi hanno cantato dei brani, hanno suonato per me (sic!) al piano alcune nuove composizioni. Solo il mai troppo lodato intervento dell'addetto alle pulizie degli uffici, alle 19 e 30, ha salvato la mia persona da sequestro e sordità. Mentre fuggivo riparato dalla possente figura del custode, loro parlavano ancora: "Il punk è la scintilla... Il nostro è punk adulto... Viva il punk..."

Sentenza. Il giornalista cui è stata concessa una gentile intervista, l'ascolto in anteprima di un LP di Chinese Restaurant adnotevolissimo valore e la presenza chiarificatrice di entrambi i Chrisma, è condannato alle spese processuali ed alla stesura di un articolo elogiativo sui coniugi Arcieri e su "Chinese Restaurant". Ma vi pare giusto?

RECENSIONE tratta dallo stesso numero CHRISMA - "Chinese Restaurant": Giunti al loro secondo microsolco, i Chrisma rinnegano (era ora) il cosidetto "sexy sound" che aveva caratterizzato il precedente LP per avvicinarsi ad una musica decisamente più "seria" quale il rock.
A dire il vero, Maurizio e Cristina amano definire "punk" il loro genere ma noi preferiamo considerarlo più semplicemente "rock con influenze punk"; se i Chrisma fossero stati inglesi o americani, avremmo parlato senza alcuna esitazione di "new wave", ma dato che in Italia il VERO rock non è mai esistito, questa "etichetta" non ha senso.
Comunque, definizioni a parte, "Chinese Restaurant" si pone immediatamente tra i migliori dischi italiani del momento, grazie sopratutto alle atmsfere ipnotiche, agli ottimi arrangiamenti, alla stessa registrazione e, permettetecelo, all'eccellente uso delle chitarre elettriche, finalmente valorizzate (cosa assai rara nel nostro Paese, sin troppo ricco di tastieristi).
Tra i brani più significativi di questo 33 giri, vogliamo ricordare il bellissimo "Wanderlust", violento, grintoso, elettrico, un vero e proprio gioello rock. I testi dei vari temi, tutti in inglese sono riportati sulla busta interna.





 

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